Europeana è crollata

Bruxelles – Nemmeno il tempo di partire. La nuova enciclopedia europea online è crollata. Lo annuncia da qualche istante un laconico comunicato in home page, per una delle più ironiche figuracce intercontinentali. Non ha retto l’alto numero di utenti. Sarà di nuovo disponibile tra quasi un mese (metà dicembre).  Questo il testo del comunicato:

  • (en) The Europeana site is temporarily not accessible due to overwhelming interest after its launch (10 million hits per hour).We are doing our utmost to reopen Europeana in a more robust version as soon as possible.
    We will be back by mid-December.
  • (it – traduzione nostra) Il sito di Europeana è temporaneamente irraggiungibile a  causa dell’eccessivio interesse generato dal suo lancio (10 milioni di utenti per ora). Stiamo facendo del nostro meglio per riaprire al più presto con una versione più robusta.
    Torneremo on line per metà dicembre.

A quanto pare l’Europa non è in grado di progettare una struttura di server valida né di fare un serio piano di messa online. Per fortuna tra gli scopi di Europeana c’è il sostegno del progresso scientifico: c’è da sperare che i tecnici informatici di Bruxelles la leggano molto attentamente.

Quando e se riusciranno a metterla online.

Luca Spinelli

Update 20:37 – finalmente ne da notizia una testata, il New York Times, che indica anche le varie percentuali di partecipazione ai contenuti: Germania 17%, Francia 10%, Spagna 9%, Italia 6%, Olanda 5%, Belgio e USA 4% (eppure la somma è ben lungi da essere 100, il resto – probabilmente – è materiale fornito direttamente dalla UE).

About Luca Spinelli

Giornalista svizzero, scrive prevalentemente di innovazione, diritto e società.
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9 Commenti

  1. Pingback: diggita.it

  2. Licia

    Credo che il NYT non dia le cifre per la partecipazione ai contenuti ma la percentuale di visite dai vari paesi:

    “The most interest came from Germany, at 17 percent, followed by France, at 10 percent, Spain at 9 percent, Italy at 6 percent, the Netherlands at 5 percent and Belgium and the United States at 4 percent”.

    Stando a The Guardian, metà del contenuto proviene dalla Francia, anche grazie a un progetto già in atto di digitalizzazione finanziato dal governo francese, gli altri due paesi con i maggiori contributi sono Gran Bretagna e Paesi Bassi: http://www.guardian.co.uk/world/2008/nov/21/eu

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  3. Luca Spinelli (Autore Post)

    grazie licia. così mi tornano anche i conti con la fonte del pezzo per punto informatico. ; ) LS

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  4. Darkat

    è un’articolo ridicolo…il sito ha avuto un’utenza spaventosa, 10 milioni di visite all’ora!!!!! per fare un confronto wikipedia che è uno dei siti più visitati al mondo ha “solo” 10milioni di visite al GIORNO! ovvio che i server non fossero pronti a gestire una mole di utenti così grande, nessun server attualmente avrebbe potuto reggere, il sito è stato sospeso per poter preparare una rete di server migliori, ma il crollo come viene chiamato qui non è un’indice di figuraccia ma al contrario è stato indice di un successo spaventoso! ripeto 10milioni di visite all’ora = 2778 visite al secondo! non so se rende l’idea della mole spaventosa di utenza che ha navigato il sito…questo articolo è una critica assolutamente infondata,tra l’altro linkando anche male quello che voleva dire il new york times…

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  5. Luca Spinelli (Autore Post)

    sul njt: concordo con l’interpretazione di licia ma il testo è oggettivamente vago. sul resto: progetto studiato per anni. annunciato in pompa magna su tutte le principali testate mondiali da alcuni tra i maggiori rappresentanti delle istituzioni come uno dei più importanti progetti culturali della storia. messo on line con 3 server. sospeso per quasi un mese per aggiungerne altri 3. credo che i dati la dicano lunga sulla lungimiranza dei tecnici di bruxelles. libero di pensarla diversamente. LS

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  6. bretella

    Dire che lo schianto di Europeana sia qualcosa di eccezionale e positivo o almeno da giustificare mi sembra discutibile. In realtà, questa è una vera e propria figuraccia che in ogni caso potrà e dovrà essere recuperata con una tecnologia all’altezza delle richieste…

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  7. Enzo

    @Licia
    Almeno ci hanno provato,in questa Europa litigiosa e da anni sonnolenta. Questo e’ gia’ parecchio positivo. Che si sia toppato sulle dimensioni della tecnologia necessaria e’ incomprensibile solo per quegl’illuminati che solo da pochi mesi hanno imparato a premere il tasto invio del loro PC. Alzi la mano chi di loro avrebbe immaginato che la maggior densita’ relativa di cellulari l’avrebbe avuta una nazione che piange miseria come la nostra!

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  8. Licia

    @ Enzo: concordo che è un’iniziativa positiva :-)
    Su come sia stata usata la tecnologia non mi pronuncio, sulla necessità di fare qualche ulteriore verifica linguistica, invece, ne avevo parlato prima che Europeana diventasse inagibile (anche la versione italiana del logo non è del tutto corretta):
    http://blogs.technet.com/terminologia/archive/2008/11/20/europeana-sostantivi-e-gerundi.aspx

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