Ragazza marocchina cieca su Whatsapp, bufala

Una povera ragazza marocchina cieca, che ha bisogno del nostro aiuto. Chi non invierebbe un semplice messaggio con Whatsapp per aiutarla?

Beh, meglio non farlo: perché è uno scherzo.

Da qualche ora arrivano segnalazioni riguardo una bufala che gira su Whatsapp. Si tratta della tipica Catena di Sant’Antonio per prendersi gioco di chi, in buona fede, si preoccupa per la salute e per la vista di qualcuno che non conosce.

E’ una bufala organizzata discretamente bene, e ha la caratteristica di essere in arabo, perciò è dedicata a un target ben preciso (gli arabi in Italia, che spesso conoscono la lingua ma non l’alfabeto arabo, e quindi hanno difficoltà a trovare informazioni, anche se sicuramente avrà già attraversato il mediterraneo).

Nella bufala c’è un messaggio audio e una fotografia di una ragazza, che tiene apparentemente gli occhi chiusi mentre prega (dando implicitamente l’idea che stia pregando per avere una cura al suo male). Il messaggio audio, letto da un uomo chiaramente non giovane – il che contribuisce a dare credibilità allo scherzo – racconta la storia immaginaria di una ragazza marocchina cieca che avrebbe bisogno di una operazione per poter riacquisire almeno una parte della vista.

Stando a ciò che afferma l’uomo, per ogni messaggio inviato ai proprio conoscenti quella ragazza riceverà da Whatsapp 1 dhiram (ovvero circa 10 centesimi), cifra che in Europa è irrisoria, ma non in Marocco. Quanti non invierebbero il messaggio ai propri conoscenti? In fondo non costa nulla e può aiutare qualcuno. Peccato, però, che sia uno scherzo.

La fotografia, infatti, è tutto meno che recente, risale almeno al 2009. Ed è stata usata tra le altre cose per un problema un po’ meno grave della cecità, ovvero quello di come tenere i piedi durante la preghiera (come si può vedere in questo forum, e anche qui).

Inoltre i messaggi di Whatsapp sono criptati, se il sistema di messaggistica, di proprietà di Facebook, avesse il diritto di leggere cosa ci inviamo a proprio piacimento si tratterebbe di una violazione della riservatezza piuttosto rilevante. Non è tecnicamente possibile, quindi. Anche per queste ragioni Whatsapp non ha mai aderito, né può aderire, a iniziative di questo tipo.

Quelli della salute, della malattia, della cecità, sono un temi ricorrenti in questi scherzi, nati ormai decine di anni fa, perché fanno leva sugli aspetti più istintivi delle persone: la pietà, l’empatia, la solidarietà. A questi aspetti, squisitamente umani, è sempre bene aggiungerne un altro: quello del dubbio.

LS

Luca Spinelli

Giornalista svizzero, scrive prevalentemente di innovazione, diritto e società.

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