Accordo fra Google e discografia per la diffusione gratuita di musica

Dopo il flop del sistema Qtrax, che avrebbe dovuto permettere un libero accesso a 30 milioni di brani musicali e invece sembra naufragato, il Wall Street Journal annuncia una decina di minuti fa un progetto molto simile per il mercato cinese, capitanato da uno dei colossi del web: Google.

Secondo il quotidiano newjorkese, sarebbe già stato stipulato un preciso accordo fra il colosso di Mountain View, la Universal ed altre piccole etichette discografiche, mentre sarebbero in via di definizione gli accordi con EMI e Sony. La partenza del progetto, salvo intoppi, è prevista per le prossime settimane.

Centrale, secondo Chao e Smith del WSJ, la collaborazione con il noto sito top100.cn, già attualmente impegnato nella vendita a costi ridotti di licenze audio. Grazie all’accordo con Google, questi costi verrebbero interamente ammortizzati da sistemi di advertising, abbinati a loro volta a servizi supplementari (come ad esempio la possibilità di cercare informazioni sull’autore del brano scaricato): permettendo così il download gratuito all’utente.

Un progetto pilota, molto probabilmente. E in un mercato in cui la tutela della proprietà intellettuale è ben diversa da quella nostrana: un mercato nel quale testare senza eccessivi rischi un progetto da far poi approdare in un secondo momento anche nell’ovest del mondo.

Se la notizia dovesse essere confermata (e la Chao, di norma, è affidabile), si tratterebbe di un’incisiva ed innovativa mossa per controbattere sia all’agguerrito rivale Baidu (il principale concorrente di Google in Cina), sia al recente attacco di Microsoft verso l’incontrastato monopolio Google nel settore Web (monopolio che descrivevo proprio pochi giorni fa).

Qualche tempo fa in un articolo per Punto Informatico, parlavo dei mercati dell’Est. Come è noto, quello online cinese è ormai testa a testa con quello USA, e come volume d’affari è certamente tra i più interessanti. Vedere come reagirà la longa mano della repubblica popolare alle sempre più prepotenti iniezioni di modernità, è un’interessante incognita, che non nasconde qualche rischio.

Staremo a vedere gli sviluppi.

EDIT: Ho provato a contattare Andy Wong della sede Universal di Hong Kong ma, a quanto pare, in questo periodo si festeggia l’anno nuovo cinese e son tutti in vacanza fino al 10/14 febbraio (alla faccia delle OPA di Microsoft).

EDIT 2: Intanto la notizia è ripresa dalla Reuters ed altre testate, ma si aspettano le fondamentali reazioni delle major e di Google.

EDIT 3: L’emittente USA Bloomberg annuncia conferme anche da parte di Universal, che parla di “discussione in corso” ma non si sbilancia ulteriormente.

EDIT 4: Ho contattato il vice presidente (attuale portavoce) della Universal, se ne parla domani brevemente su Punto Informatico. Intanto ne parla anche la CNN. Ciao.

EDIT 5 (e poi basta, eh): Se n’è parlato ieri sera su PI, qui l’articolo, in sostanza l’accordo con Universal è smentito (intanto oggi ne parlano decine di testate internazionali riportando la notizia errata).

Luca Spinelli

Luca Spinelli

Giornalista svizzero, scrive prevalentemente di innovazione, diritto e società.

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1 Commento

  1. lucavb

    speriamo bene.. sarà un gran successo.

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