Cura del cancro e maltolo, bufala?


Cancro e maltolo. Alcuni mi hanno chiesto quanto sia vera la notizia che circola sempre più su Facebook e via email rispetto una “nuova cura per il cancro”, “basata sul maltolo” e “tenuta nascosta dalle multinazionali e dai mezzi di informazione”.

In particolare a essere diffuso è un video nel quale appare un sedicente giornalista. Parla di un paio di “ricercatori precari” di Urbino, che avrebbero scoperto una fenomenale “molecola naturale”, il maltolo, in grado di far “suicidare le cellule tumorali”. Nessuno parlerebbe della cura perché le multinazionali stanno cercando di oscurare il fatto e i media, conniventi, non danno quindi la notizia.

Bene: è falso.

O meglio – come spesso succede in questi casi – la notizia è in parte vera: ma è talmente sommersa di generalizzazioni, complottismi, false rivelazioni e misteri da essere talmente diluita da non aver quasi più alcun elemento di verità (un po’ come nei principi dell’omeopatia). Sfortunatamente, utilizzare elementi veri aggiungendo dosi di “mistero” e “complotto” è tipico delle bufale. Chiunque le alimenti, in buona o in cattiva fede, genera false speranze, false aspettative, e illude malati e famiglie. Vediamo prima di tutto le falsità presenti nel video che circola:

  1. Non risulta che nessuna “multinazionale del farmaco” (cit.) stia cercando di ostacolare la ricerca in questione, al contrario: quanto scoperto è stato oggetto di brevetto in Italia e se ne è parlato in pubblicazioni scientifiche.
  2. Per quanto concerne i “ricercatori precari”. Beh, il primo non è ricercatore e neanche precario: Vieri Fusi è infatti professore associato dell’Università di Urbino (pagina personale di Vieri Fusi). Mirco Fanelli risulta invece occuparsi del “laboratorio di PatologiaMolecolare” e nelle pagine dell’università è definito ricercatore dal 2002 a oggi. Quindi, salvo imprecisioni, deve essere “ricercatore confermato” e non precario (pagina personale di Mirco Fanelli).
  3. La notizia non è affatto nuova, è del marzo 2013 e deriva da studi di cui già si era parlato anche precedentemente.
  4. Non è vero che i giornali hanno oscurato la notizia, al contrario: è stata annunciata su molte testate tra le quali Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, Panorama, Il Resto del Carlino, e dalla principale agenzia stampa italiana, l’ANSA. Proprio perché molto se ne è parlato, uno dei due soggetti ha sentito la necessità umana di chiarire commentando un articolo in proposito sul magazine dell’università relativa con un messaggio che copio di seguito (la sede del messaggio è un forte indizio a supporto dell’indentità dell’autore, poi intervistato a proposito, ma la cosa è comunque facilmente verificabile).
  5. Semplificare quando si parla di temi così specifici non è sfortunatamente possibile. Ci sono tipi di neoplasie molto differenti, per caratteristiche, dimensioni, eziologia, risposta alle cure… La semplice frase “cura per il cancro” non è tecnicamente corretta e dovrebbe quindi da subito far nascere qualche sospetto.

Passiamo ora agli aspetti reali della notizia, ovvero alla ricerca che è in effetti stata effettuata. Il messaggio pubblicato da Fanelli chiarisce più di quanto potrebbero fare altri rispetto questa cosiddetta “cura al maltolo per il cancro” (i grassetti sono miei):

Mi sento di esternare un ringraziamento a tutti coloro che hanno condiviso con noi i risultati della nostra attività di ricerca. Come spesso capita in queste situazioni, e toccando certi argomenti, si rischia di far trapelare messaggi non corretti. Ci tengo a precisare che le molecole che abbiamo brevettato non devono essere considerate la soluzione nella lotta contro il cancro. Siamo in una fase sperimentale che sta dando ottimi risultati ma ancora lo-ntana dalla sperimentazione clinica. Mi duole dover disilludere le persone che mi chiamano chiedendomi se possiamo sperimentare le nostre molecole sulle persone a loro vicine affette da tumore. Mi duole che, con gli articoli di questi giorni, si sia alimentato un clima di false speranze. Siamo ricercatori e non è nelle nostre intenzioni vendere fumo. Le nostre molecole ad oggi sono promettenti……la futura attività di ricerca dimostrerà se sarà possibile utilizzarle nell’uomo e con quali benefici. Vi ringrazio moltissimo, ci state fornendo una grossa motivazione…..grazie a tutti. Mirco Fanelli

In sostanza: come in molti altri casi, si tratta di test di laboratorio che non si sa se possa essere replicati sull’essere umano. Senza scendere nel tecnico, sarebbero state sintetizzate due molecole (chiamate malten e maltonis) con la capacità di indurre alterazioni della cromatina (se ne parla anche in un articolo scientifico a loro firma). Da questo stadio a quello – eventuale – della sperimentazione sull’uomo passano di solito anni, quando va molto bene mesi. Altri anni sono poi necessari per valutare i risultati e applicare eventualmente il tutto su scala più ampia.

La ricerca è quindi in fase iniziale e sarà – forse – approfondita in futuro, nella speranza che possa portare risultati. Risultati che però attualmente sono molto distanti e il cui esito positivo è assolutamente non prevedibile. Affermare oggi che si tratti di una cura contro il cancro è quindi falso, come specificato anche dagli stessi autori. Così come è falso tutto il quadro dipinto negli appelli che circolano: niente oscuramenti, niente connivenze, niente complotti.

Molto più vero, semmai, il fatto che all’università manchino i soldi per farla, questa ricerca. Se di ciò si parlasse negli appelli (e magari anche in parlamento), evitando i complottismi, la questione sarebbe probabilmente un po’ più produttiva.

Luca Spinelli

Luca Spinelli

Giornalista svizzero, scrive prevalentemente di innovazione, diritto e società.

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45 Commenti

  1. Mirco Fanelli

    Gent.mo Luca,
    vorrei ringraziarla perchè il suo articolo ha finalmente contribuito a fare un po’ di chiarezza. La nostra attività di ricerca continua senza proclami, senza speculazioni……ma con tanta tenacia e serietà……cercando di compensare (con un impegno totale) i problemi che affliggono (oggi più che mai) la ricerca accademica italiana. Abbiamo appena compiuto un altro piccolo ma importante passo avanti pubblicando i primi risultati di efficacia in vivo. (http://www.biomedcentral.com/content/pdf/1471-2407-14-137.pdf)
    C’è molta strada da fare e, sinceramente, non sarà facile trovare le risorse necessarie…ma ci proveremo al massimo delle nostre possibilità. Alla fine vorrei poter dire “è andata com’è andata…..ma abbiamo dato tutto quello che avevamo da dare”.
    Mirco

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  2. Vieri Fusi

    Gent.mo Luca,
    scrivo per ringraziarla di come ha trattato l’argomento. Generalmente, le notizie che riguardano la nostra ricerca sulla classe di molecole derivate dal maltolo tendo a non leggerle per la rabbia suscitata in me da quel filmato totalmente falso uscito su fb e dalla conseguente ricaduta, ma questa volta l’ho fatto e sono contento di ciò che lei ha scritto.
    Ho notato che anche Mirco ha commentato e condividendo in toto quello che lui ha scritto non voglio aggiungere altro oltre al grazie per la chiarezza con cui ha affrontato l’argomento.
    Ribadisco che c’è molta strada da fare ma che ci stiamo provando convintamente pur nella mancanza cronica di risorse sia economiche che organizzative. Come ho più volte espresso anche in sedi ufficiali, vorrei riuscire a dimostrare se queste promettenti molecole siano utili o no per la salute umana e non vorrei fermarmi prima di averlo dimostrato solo perché non abbiamo i fondi o le conoscenze giuste.
    Grazie ancora
    Vieri

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    1. ferdi

      non credo nei miracoli ma spero sempre che l’intelligenza umana sia il volano che ci permette di trovare soluzioni a problemi seri e vitali….prof..vorrei Guarire la mia femmina di pastore tedesco da un tumore alla mammella di circa 2 cmm….posso contattarla? Grazie

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  3. Marianna sarappa

    Caro Luca Spinelli è probabile che non funziona come invece potrebbe funzionare ….io ne so niente di tutto ciò ..ma.. Mio fratello di 38 anni non c’è più proprio per un tumore che nessuno si è preso il rischio…perché non dare a Mirco e Vieri un aiuto per provare se hanno ragione anzi che dire tutto falso !!!a priori ….aiutate la ricerca in altri modi con la divulgazione e chi ha altre attrezzature o capacità insieme a loro che hanno già un principio potrebbero dare vita a qualcuno ..non crede . non sia precipitoso a buttare via un opportunità…potrebbe servirle anche a lei!a mio fratello ormai nulla più c’è da fare ,ci rimane solo il ricordo della forza che ci ha messo nel voler lottare per farcela fino in fondo ..perdendo lo stesso e lasciando due bambini così presto…peccato !se solo si mettesse nei panni di chi soffre darebbe la vita. Pur di arrivare a delle risposte….

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  4. Luca Spinelli (Autore Post)

    Cara Marianna. Ho vissuto da vicino la questione, perdendo persone molto care in giovane età proprio a causa del cancro. La cosa peggiore che si puo fare è alimentare false speranze e “far perdere tempo” a chi di tempo ne ha già poco. Ci sono protocolli sperimentali: se questo studio giungesse a tale stadio, benvengano i test. Così come sarebbe bene che l’Italia investisse di più in ricerca e sviluppo come quasi ogni altro paese europeo (e non solo) fa da decenni, anche in questo studio, se vi sono risultati promettenti, lo scrivo pure a fine articolo. Ma prima che ciò sia avvenuto, accendere false speranze con appelli altisonanti e in buona parte falsi su Facebook ha del criminale. Frustra il malato e la sua famiglia che non capisce perché non può provare la “cura” che tale ancora non è, mette in difficoltà pure chi lo studio lo effettua, distogliendo l’attenzione su ciò che servirebbe (finanziamenti), e paradossalmente facendo perdere credibilità agli occhi della comunità scientifica. Diffidare dai complottismi e applicare il metodo scientifico non vuol dire perdere la speranza, anzi, vuol dire concentrare gli sforzi su ciò che allo stato attuale della conoscienza ci può dare maggiori possibilità. Ogni nuovo studio promettente merita approfondimento, *denaro*, e rimozione dei mille vincoli politico-ideologici italiani, in modo che poi se ne possano valutare seriamente gli eventuali effetti benefici. Ma seguire questo processo al contrario fa solo perdere tempo al malato, e il tempo è proprio ciò che gli manca di più, purtroppo. Un caro saluto.

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    1. giacomo tamburino

      ho letto con attenzione tuti i commenti qui sopra pubblicati,e non ho fatto altro che, intanto rimanere sempre con la domanda classica che mi pongo da sempre..e cioè “” ma mi spiegate perché ogni volta che si parla di <> si parla di fondi,?? perché ci vogliono per forza soldi per fare ricerca??se essa viene fatta in laboratorio,,cosa mai ci vorrà per farla…materiali costosissimi??e cosa saranno mai questi materiali..diamanti??oro??o che cosa…possibile che anche quando c’è un bambino che ha bisogno di un operazione difficile…i cosidetti medici chiedono ai familiari cifre esorbitanti che spesso non hanno…a che servono quei soldi..non si possono operare comunque sti poveri malati senza che nessuno si arricchisca??ecco !!.questa io la chiamo falsità,ipocrisia e CATTIVERIA PURA!!scusate la mia franchezza..ma sono stato abituato così..ad esprimermi sempre terra terra…lo trovo più veloce ed interessante di chi invece si perde dietro paroloni,e discorsi pseudo scientifici per fare colpo su chi legge ,o su chi ascolta..lo trovo patetico nonché ridicolo !se c’è qualcuno che mi rispondesse,mi farebbe un favore….grazie in anticipo !

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      1. jack

        Scusate, se posso apparire fuori tema, ma mi sembra che un ottima cura contro il cancro sarebbe il rispetto dell’ambiente.
        Vedo che qui non si è nemmeno sfiorato il tema.
        Il cancro:causa ineluttabile del risiedere in paesi industrializzati.
        Lasciatemi fare una domanda: non è mica meglio evitare di mangiarsi il teflon della padella anaderente piuttosto che cercare di curare il tumore ai linfonodi?
        Però se non ci piacesse mangiare il teflon,… chi lo produce non arricchirebbe così come non arricchirebbe chi produce sostanze che “tentano” di curarne le conseguenze.
        Giusto?
        Dai sono andato fuori tema, ma mica tanto.
        Ciao
        Cercate su Google: “PFAS Veneto”, solo come esempio.

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  5. Luigi Fuoco

    Non sono assolutamente d’accordo su come il giornalista Luca Spinelli abbia reagito al fatto che qualche persona, come il signore che ha utilizzato Facebook, per promulgare la notizia della scoperta di nuove cellule anti cancro.
    La scoperta dei due scienziati, appare sbalorditiva e meriterebbe molta più attenzione da parte dei media anziché limitarsi a sintetizzarne l’oggetto con frasi simili a quelle contenute nei messaggini dei baci perugina.
    Chi, da sempre, si occupa di favorire campagne a sostegno della ricerca per il reperimento di fondi? Soltanto i grandi media, mettendo in onda trasmissioni che durano settimane intere. Nel caso in questione, niente, solo laconiche notiziuole fuori orario che lasciano il tempo che trovano. Poi ci si mettono quelli come lei, sig. Spinelli, secondo cui bisognerebbe dire agli sventurati colpiti da questo male frasi tipo: . Non crede, sig. Spinelli, che il fatto che i malati sappiano che si stanno scoprendo altre nuove vie per combattere il “MALE” dia loro più forza nell’affrontare la impari battaglia per la guarigione. Si, forse il sig. di Facebook ha un po’ esagerato con l’entusiasmo ma lei a fatto peggio perché ha provato ad annientare, con poche righe, gli stimoli e la gioia che ti inducono a pensare: finalmente siamo sulla strada giusta grazie anche alle capacità degli italiani, il che, fa sempre piacere, visto che oltre confine, la maggior parte dei comunitari ed extra ci considera “pastasciuttari e mafiosi “. Non dimentichiamoci poi, che le grandi case farmaceutiche hanno sempre lucrato sulla salute dei cittadini, vedi ad esempio l’ AIDS, sono anni che si parla di vaccini…. ma perché dovrebbero vaccinare a costo quasi zero, quando un paziente lucra alle “CASE” oltre 3.000 euro al mese; Altro esempio è la “tresca” Roche-Novartis: perché guarire di maculopatia le persone affette, con pochi euro? Quando con un semplice imbroglio si possono ottenere guadagni pazzeschi anche a costo che tantissimi di loro diventeranno ciechi per la mancanza di possibilità economiche…. E con esempi di questo genere si potrebbe scrivere per mesi.
    Quindi andiamoci piano col difendere le case farmaceutiche sul fatto che non fanno ostruzionismo quando si vanno a ledere i loro interessi e i loro interessi sono quelli di sfruttare col massimo del lucro le sofferenze della gente che soffre.
    E poi fatemi dire: ” Evviva Fusi e Fanelli, comunque vada noi italiani siamo fieri di voi e di gente come voi, GRAZIE!

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    1. paola

      Mi ha tolto le parole di bocca. Perfettamente d’accordo.p

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    2. Antonio

      Sono daccordo! Sei un grande! Abbasso Spinelli e le case farmaceitiche! Non dimentichiamo im caso del povero Prof. Di Bella…

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  6. Piero Morsiani

    Gentile Luca, Non mi piacciono le notizie a effetto e i toni complottistici, ma nemmeno l’atteggiamento gelido (e autoreferenziale nel caso dei ricercatori) sul rispetto del protocollo a tutti i costi. Chiaro che nessuno ha voglia di fare da cavia a terapie per malattie non mortali o comunque non correlate a una rapida diffusione invasiva dell’organismo, ma nel caso del cancro ci sarebbero centinaia se non migliaia di volontari pronti a far parte di una sperimentazione diretta: semplicemente, non hanno più niente da perdere. Perché, invece di impiegare tempo e denaro in sperimentazioni non risolutive, non si procede a organizzare una somministrazione controllata all’uomo sotto la responsabilità del malato stesso? In tal modo, dal punto di vista medico, si scoprirebbe presto se una terapia è valida e magari merita di essere sviluppata ulteriormente oppure no. Lei mi potrebbe obiettare sugli effetti a lungo termine, ma immediatamente si renderà conto che gli eventuali effetti collaterali a oltre cinque anni sono l’ultimo dei problemi per chi ha davanti pochi mesi di vita. Se nessuno ha il buon senso di seguire questa strada, a cominciare da chi dovrebbe scriverne le regole, non ci si scandalizzi di interpretazioni malevoli.

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    1. Luca Spinelli (Autore Post)

      Caro Piero, ciò che descrivi avviene già in molti paesi. il punto è: lo studio in questione non si trova a quello stadio. Questo non significa che non vi si debba investire, al contrario. Ma è al limite del criminale illudere malati che potrebbero piuttosto tentare protocolli in stadi più avanzati, raccontando peraltro un sacco di frottole per generare allarmismo e “audience” su Facebook. Non è un atteggiamento gelido criticare ciò, al contrario: c’è poco tempo, usiamolo nel modo che per le conoscenze attuali è considerato il migliore, invece di perderlo rincorrendo elisir miracolosi o illudendo persone con studi ancora in corso. Sul fatto che in generale le case farmaceutiche siano luoghi in cui il conflitto di interessi tra valore economico del farmaco e vita del malato sia drammatico è verissimo e assodato da tanti anni. L’importante è non perdersi in strade secondarie.

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  7. Gianluca

    Gentilissimo Luca
    Sono d’accordo con il 99% di ciò che lei scrive nel suo articolo, le faccio complimentarmi per la professionalità, in
    Italia c’è bisogno di giornalisti come lei, la cronaca va fatta con la personalità del singolo ma senza filtri!
    Detto ciò bisogna sottolineare che le case farmaceutiche non sono gestite da confraternite benevole e che spesso rivolgono più attenzione ai bilanci che non al bene comune (vedi lo scandalo AVASTIN).Fatta questa premessa vorrei sapere cosa ne pensa sul fatto che se una ricerca è così promettente se il brevetto è stato depositato perché nessuna casa farmaceutica se lo compra? Non posso credere che una ricerca cosi importante sia appesa(così come i stessi ricercatori lasciano intendere) alla speranza di ottenere dei miseri fondi statali!

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    1. Luca Spinelli (Autore Post)

      Grazie, intanto. Le dinamiche economiche dietro a un brevetto sono complesse. Primo bisogna vedere se le case farmaceutiche reputano potenzialmente fruttuoso un farmaco derivato da quanto oggetto di brevetto (e questo tiene conto di molti fattori: tempi e costi ancora necessari per lo studio, percentuali giungere effettivamente a un farmaco, stima sulle vendite, ecc.). Se da un lato è vero che coi farmaci chemioterapici le case farmaceutiche fanno miliardi di introiti, è altrettanto vero che se fosse inventata una “cura contro il cancro”, tale farmaco sarebbe una miniera d’oro per le stesse ragioni. Il cancro non è un virus debellabile, ma una patolgia dovuta a un errore nella riproduzione cellulare, si potrebbe continuare a lucrare a lungo. Una cura definitiva e preventiva è sicuramente lontana, molto più vicine invece le cure “soggettive” (ovvero quelle basate sul caso specifico). Infine, almeno sotto il profilo degli investimenti, si dovrebbe prendere esempio dagli Stati Uniti (e dal nord europa), finanziamenti pubblici e privati lavorano insieme, e la politica dà briglie sciolte alla ricerca privata, che ha quindi tutto l’interesse ad investire. Aspettarsi questo in Italia lo vedo un po’ più complicato…

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  8. giovanni peirone

    nel ringraziare sentitamente l’estensore dell’articolo, esaustivo, chiaro e documentato, noto che incredibilmente, nonostante il plauso esplicito di mirco fanelli giunto il 27 marzo 2014, alcuni hanno da ridire

    si vede che la speranza (virtù assolutamente lodevole) mista al pur comprensibile sospetto generalizzato può conseguire risultati risultati miopi: ci si erge a paladini della salvezza dei malati arrivando a sospettare un velo di giustificazionismo nei confronti di ditte che hanno avuto le loro gravi colpe, senza che nulla di tutto ciò traspaia dal testo

    per il poco che so del mondo della ricerca, ovviamente, una campagna complottistica infondata non potrebbe che mettere in difficoltà e in imbarazzo dei ricercatori seri, che si troverebbero il mondo accademico indispettito e ostile se minimamente sospettasse una collusione da parte loro

    l’articolo, quanto mai puntuale nel delimitare l’oggetto, mette in luce sia la serietà della ricerca commentata, quindi anche la sua reale portata allo stato delle cose preso in considerazione, sia le reali carenze che in italia ci troviamo a riscontrare; se poi si farà vivo un complotto verosimilmente saranno i ricercatori stessi i primi a dircelo

    complimenti sia per il contributo prezioso che per la pazienza nella modalità che usa replicando con estremo garbo ed equilibrio

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  9. Fabiana Campoli Casagrande

    Salute a Tutti,
    vi scrivo da Frascati, Roma dove ho aperto un negozio di prodotti biologici con l’intento di mettere a disposizione delle persone malate di maledetto cancro e i loro cari, tutti i prodotti naturali che riesco a trovare in giro per il mondo, come a esempio, la Graviola, la Curcuma, Artemisia Annua…

    Combattendo io stessa contro il maledettissimo cancro ai polmoni del mio Fratellino che amo un trilione di miliardi più della mia misera vita, sto cercando di procurare per me e per i miei clienti il Maltolo.
    Non avendo una laurea in chimica, ho una gran paura di sbagliare prodotto.
    Ho capito se non erro, che il Maltolo è contenuto nel Malto e in alcuni altri prodotti naturali. Lo cerco però per dolcificare e, in polvere o in forma liquida sarebbe l’ideale per le persone. Ho trovato però il Maltitolo in polvere o l’etilmaltitolo. Vorrei sapere se sono la medesima cosa oppure vi prego di darmi un consiglio su dove reperirlo e il suo migliore uso ai fini di un eventuale aiuto contro il cancro.
    Sperando vivamente in un aiuto riguardo i miei quesiti appena esposti,
    Vi Ringrazio anticipatamente a nome mio e a nome di tutte le Persone che potranno averlo grazie al Vostro Aiuto.
    Un Caro Saluto,
    Fabiana
    Tel: 0631057836

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  10. Leonardo Aggazio

    Cui prodest? Cui bono?

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  11. Gianluca

    Il grassetto inserito in quel modo, all’interno di un discorso altrui, è decisamente poco professionale. Da l’idea che, nel discorso, anche quelle parole siano dell’intervistato. Un grande scivolone di stile.

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    1. Luca Spinelli (Autore Post)

      Le parole in grassetto sono ovviamente di colui a cui sono attribuite. “I grassetti sono miei” significa che è stato usato il grassetto in un paio di frasi per sottolineare alcuni concetti, e va segnalato nelle citazioni letterali.

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  12. sora

    forse sono un po stupido io.. ho ascoltato l’audio del sedicente giornalista e letto con attenzione le obiezioni irposrtate nell’articolo. il sedicente giornalista parla al condizionale, crea sicuramente inuitli sospetti di complottismo ma nella sostanza è forse un po troppo entusiata del lavoro svolto dai ricercatori. il quale lavoro non perde di credibilità se uno non è precario ed è invece effettivo. non perde di credibilità se ci sono compèlotti oppure no. nella sostanza, forse in termini esagerati, si chiede soltanto che venga finanziata ancor più questa ricerca e questa sperimentazione.

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    1. Luca Spinelli (Autore Post)

      Il problema è che quel video ha avuto qualcosa come un milione di condivisioni, minimo. I poveri autori della ricerca sono certamente in difficoltà a vedersi riempita da più di due anni la casella email di messaggi di povere persone in cerca di aiuto che loro non possono dare e non hanno mai promesso né potuto dare. A loro volta, i poveri malati e famiglie si appellano, perdendo tempo, a persone che al momento non possono fare assolutamente nulla se non dispiacersi e ripetere per la centomilionesima volta che ciò che circola su Internet sono fandonie, e che loro fanno ricerche, niente di più, niente di meno. Non c’è entusiasmo in quel video: ci sono bugie, falsità e inganno. Non confondiamo.

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  13. piero

    Mi chiamo piero e purtroppo sono gravemente malato, sto seguendo tutte le notizie relative alla cura scoperta a urbino.
    Noto come al solito, che ci sono opinioni contraddittorie in merito, che si cerca sempre di creare senzazionalismo su queste scoperte, vorrei invece che le cose dette, fossero filtrate in modo da non creare false illusioni, alcune persone che conosco, che sono malate come me, credono che il problema sia risolto, ma in realta’ siamo all’inizio.
    Credo che la strada sia giusta e spero che questi due ricercatori possano veramente trovare la cura a questo male, ma credo opportuno che si faccia chiarezza per il rispetto delle persone che purtroppo,come me, combattono tutti i giorni.
    GRAZIE

    Replica
  14. giorgio

    io la vedo cosi – se viene scoperta una molecola che serve a frenare quel maledetto per prima cosa si deve essere certi che non sia tossica – in questo caso se la molecola e’ un derivato del malto a meno che non sia stato coniugato con un veleno non e’ tossico – sicuramente meno tossico di quei veleni che usano in chemio. Allora perche’ non utilizzarla subito nei soggetti che ne hanno bisogno e sono d’accordo a provarla. che male puo’ fare? e proviamola no? se non fa niente e non fa neanche male perche’ stiamo a perdere anni. io certe cose proprio non le capisco.

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  15. maltomix

    State perdendo tempooooo!!!
    È dimostrato che l alimentazione a base di frutta e verdura… rallenti e faccia regredire il cancro (sappiamo che il cancro non è uno) ma nessun medico ti dice di iniziare una dieta a basa di etc…iniziate a sperimentare…un grande ambiente con aria sana e piú di 1000 persone che hanno voglia di contribuire alla ricerca con il loro cancro iniziando a mangiare bere respirare sano con maltolo artemisia aloe etc…

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  16. Roby

    Caro Luca, il fatto che i derivati del maltiolo in questione siano molecole coperte da brevetto (come gli stessi autori dello studio hanno ammesso nei loro commenti al tuo articolo in cui entrambe ti ringraziano per il modo obiettivo ed informativo in cui hai trattato l’argomento) dev’esser sfuggito ai più, o non ne hanno colto il senso nella foga di dare addosso alla fantomatica Big-pharma che, in massima parte, utilizza farmaci a brevetto scaduto. Il mondo alla rovescia. Molto avvilente, non so come ti venga voglia di continuare nel tuo mestiere. Meglio parlare di Valentino Rossi o del Grande Fratello.

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  17. Pina

    Sono una malata di cancro. È andata avanti questa ricerca? C’è qualcosa che posso fare?

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  18. Diego Graziamo

    Ma il nostro Ministero della Salute , un tempo si chiamava cosi ? Forse sbaglio! Ma sembra che qualcosa del genere esista ancora, in Italia; cosa fa oltre a garantire gli interventi siliconici e svecchiamenti chimerici?
    Dalla mia esperienza diretta … In caso di gravi malattie , se non hai i soldi neppure l’aria ti permettono di respirare .
    Per sperare di non morire da cane e come un cane.
    Nella famigerata terra dei fuochi cosa si fa ? Nulla.
    Nel resto del paese ? Niente.
    Si attende la sostanziale ineluttabilità degli eventi;
    Si accetta il rischio statistico! Si attende che le cose si aggiustino da se!
    Ed intanto inesorabili dati statistici, spesso dissimulati, dimostrano che il cancro in “Italia” miete sempre più vittime…. per non parlare poi delle giovani o giovanissime vittime… Perche lo stato non si decide a far da se, ossia non decide di dare e darsi una risposta strategica a questo che definirei il l problema dei problemi… Ecco forse per questo la gente comune come tende a credere alle più strane cose … complottismo? Perche no!
    Con tutto quel che abbiamo visto in questi ultimi 80 anni … Dico poco ? Si facciamo 100 anni
    .. delinquenti al potere questo pensa la gente .. forse? No!? Mi sbaglio?!!! Vabbé! Facciamo questi ultimi 7/8 anni……

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    1. Diego Graziamo

      Auguro ogni
      Bene a tutti…avevo dimenticato di salutare..scusate.

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  19. laura

    lascio i miei complimenti a tutti i ricercatori precari o meno per il loro lavoro che porta sempre a delle buone conclusioni. Non sono però sulla stessa linea di demolire con due parole il video. Questa è l’unica strada per avere notizie (vere e forse ingigantite o meno) che danno speranze a tt coloro che ogni giorno “combattono” questa malattia che mette angoscia e paura a tutti.

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  20. nino

    Perchè invece di concentraeci sulle cure dei tumori non ci concentriamo sulle cause che li provocano .Forse è più faticoso ma a me sembra l’unica strada possibile noi ci dobbiamo adattare alla natura e non viceversa.

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    1. Tiziana

      Sono pienamente d’accordo la prevenzione cancro non è diagnosi precoce ….si deve parlare di stili di vita , inquinanti, soprattutto alimentazione corretta e movimento ….la nostra società ha sconvolto la vita normale ….pensiamo anche solo allo stress quotidiano e agli ormoni che ci fa mettere in circolo..

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  21. Hely0s

    Dite cio che volete,
    ma quando ho letto la notizia di queste molecole non ho potuto far altro che pensare alla terapia Gerson per curare il cancro a base di caffè biologico e altri alimenti vegetali biologici associati alla dieta.

    (Cura documentata con cartelle cliniche di pazienti che ormai non avevano più speranze e con la cura gerson invece si son salvate)

    Ricordo il caffè nella cura gerson, uno degli alimenti principali e in cui sembra ci siano queste molecole che stanno sperimentando.

    Sarà un caso?? Bah!
    Una cosa è certa chi è dietro alle case farmaceutiche non gli interessa il bene della gente o del mondo ma solo far soldi e questo lo sappiamo tutti.

    Sarei più propenso a pensare che possano inventare trattamenti per curare momentaneamente il cancro, magari provocando altri danni che poi debbano esser curati a loro volta con altri trattamenti (Vi ricorda qualcosa??) più tosto che fare un trattamento definitivo curativo per il cancro.

    Ragazzi e sennò come li fanno i soldi eheheh
    Sono aziende non persone e chi c’è dietro non ha a cuore il bene della gente ma solo il proprio non dimenticatelo mai, e tutte le aziende specie quelle farmaceutiche nascono per far soldi non beneficenza!

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  22. Alessandra

    Salve. Lei ha pubblicato un articolo particolarmente equilibrato. Di giornalisti come Lei abbiamo un gran bisogno, sono oramai merce estremamente rara. Al di la’ dell’interessante dibattito sul cancro che e’ scaturito dalla Sua precisazione, quello che personalmente trovo estremamente inquietante e’ il livello di disinformazione che circola in rete. Informazioni imprecise, quando non assolutamente tendenziose e/o fuorvianti, raggiungono milioni di persone nel giro di secondi MODIFICANDO IL MODO DI PENSARE DELLA GENTE, suscitando emozioni e reazioni. Anche se questo meccanismo fa parte della vita quotidiana di ognuno di noi, gli ordini di grandezza del fenomeno via web fanno veramente paura. Io ho smesso di dare per scontato quello che leggo parecchio tempo fa, ma c’e’ gente che purtroppo non e’ ancora abituata a mettere in dubbio ogni cosa che legge.

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  23. Lino

    La mia compagna è stata operata anni fa’ all’colon. Con il passare degli anni il cancro si è depositato in altre parti del corpo.
    Ha mio parere l’eliser di lunga vita esiste veramente, ma si preferisce tenere nascosto per il grande business, è la triste realtà.
    Mentre vedi le persone care lentamente perdere le loro forze energie per poi….

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  24. Tiziana

    Per Elia Chiesa…..hai una statistica di quanti sopravvivono oltre qualche anno al tumore al pancreas? Ecco……dato che quello hai citato prova a riflettere sui benefici sbandierati della chemio! Credo che chiunque abbia avuto vicino un malato di cancro ….quelli vicini a me non sono sopravvissuti! Forse qualcosa non va? Per non parlare dell’accanimento….non discuto su possibili risultati della chemio ma quando non serve più ….basta!

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  25. giuseppe

    Avanti, nonostante tutto – Peccato che per la sperimentazione manchino i finanziamenti e quelli che ci sono bastano a stento per portare avanti il progetto. Di chi è la colpa? “Non saprei dirti di chi è la colpa, so che abbiamo avuto molte porte in faccia – ammette Fanelli – forse non siamo molto simpatici o non sappiamo vendere bene ciò che abbiamo (ridono entrambi ndr). Abbiamo ottenuto anche un brevetto negli Usa, ma la sperimentazione procede a rilento. Io, ad esempio, non compro strumenti da dieci anni, e quelli che ho comprato sono piccole strumentazioni. Utilizzo ancora molti di quelli usati, donatici dall’istituto Europeo di Oncologia. Trovare le risorse per pagare le persone e per andare avanti con la ricerca è complicatissimo”.

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  26. Marco

    Come si suolo dire …..la verità sta nel mezzo…e non ci è dato saperla.
    Sta di fatto che se è vero che di cura dei tumori si parla molto poco passano gli anni i mesi ed i giorni…e tante persone care,parenti,amici,conoscenti vicini e lontani vanno via a causa di questo male che pare essere invincibile.e sono sicuro che non lo sia.
    Ma provo rabbia quando in maniera arrogante sento sventagliare parole come complottismo….le lobby farmaceutiche fanno i loro interessi e non appoggerebbero mai qualcosa che intacchi i loro proventi.
    Papa Francesco lo ha fatto intendere qualche settimana fa….il business del malato esiste eccome.tanti sanno e nessuno può parlare apertamente.
    Detto questo credo nei ricercatori e nella.buona volontà degli uomini.credo in Dio e nella sua Misericordia.credo nella scienza.e credo che una presa di coscienza debba arrivare quanto prima.
    Un caro saluto

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  27. silvano cirillo

    MA VI SIETE RIVOLTI NELL ORDINE AL MINISTERO DELLA SALUTE, ALLA FONDAZIONE VERONESI P ADFIRITTURA ALL AIRC CHE TUTTI GLI ANNI A NATALE SI PRENDE I SUOI BRAVI 40/50 MILIONI DI EURO SENZA CONTARE IL FAMOSO 5 PER MILLE? CHI VOGLIAMO PRENDERE IN GIRO SU UN ARGOMENTO COSI IMPORTANTE I MILIONI DI POVERI AMMALATI FO TUMORE CONDANNATI A MORIRE ANCHE DI CHEMIO E RADIOTERAPIA??
    FATEVELA VOI UNA FONDAZIONE, CHIEDETE SOLDI AI CITTADINI E RENDETEGLIENE CONTO E VEDRETE CHE QUALCOSA ACCADRÀ VICEVERSA FARETE LA FINE DI DI BELLA E SOCI,CORNUTI E MAZZIATI DALL OPINIONE PUBBLICA AMMORBIDITA DAI CANALI UFFICIALI!!

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  28. nemesi

    Il solito giornalaio al servizio delle multinazionali. Osannate la chemioterapia perché siete schiavi del sistema. Il cancro non è che la conseguenza di un abbassamento del sistema immunitario. Il nostro corpo produce continuamente cellule tumorali, ma quando le difese si abbassano drasticamente non si riesce più a reprimere le cellule nocive. La chemioterapia porta ad un ulteriore deterioramento del sistema immunitario. Inizialmente le cellule danneggiate vengono eliminate, ma anche quelle buone. Dopo che il corpo è ancor più debilitato le prime diventano ancor piu aggressive e si crepa nel giro di poco. Chi vuole continuare ad essere solo un mezzo per fare arricchire le multinazionali, faccia pure. Ma gente serva del potere che attacca le cure alternative solo per difendere il business della chemioterapia, proprio non la posso vedere.
    Mio padre è morto di chemioterapia.

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  29. Riccardo Aliperti

    Buongiorno Sig. Spinelli. Vedo che gli stessi ricercatori dello studio in questione hanno fatto chiarezza. Mi chiedevo però se ad oggi, nel 2017, queste ricerche hanno avuto seguito e magari si è giunti a qualche risultato in più.
    Grazie e buona giornata.

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  30. Salvatore Calcagno

    Cosa possono dire i due ricercatori circa l’articolo di Spinelli? Sembra tutto molto chiaro:ste multinazionali del c. si sono impadronite di tutto e purtroppo anche delle nostre vite;un farmaco estratto dal Maltolo li butterebbe sul lastrico,perchè non ci potrebbero super-speculare su e allora sarebbe il caso che si “provasse” direttamente sui malati terminali,al massimo sarebbe acqua fresca e non farebbe nè bene nè male,ma bisogna provarci!!

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  31. OLGA LIDIA

    BUONA SERA SIG.SPINELLI VORREI ESSERE DE AIUTO PER FAVORE SI E INTERESSATO PUO FARLO IN PRIVATO

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  32. UGO

    E’ TROPPO FACILE DARE LA COLPA ALLO STATO ITALIANO CHE NON TI DA I FONDI PER LA SPERIMENTAZIONE SULL’UOMO ECC.. MI RIVOLGO DIRETTAMENTE AI DUE RICERCATORI CHE HANNO SCOPERTO LA MOLECOLA. VOLEVO DIRVI CHE SE L’ITALIA NON VI DA’ I SOLDI PER CONTINUARE PERCHE’ NON VI RIVOLGETE AD UN’ALTRO STATO PIU’ ILLUMINATO? IO PENSO CHE AVETE IL DOVERE MORALE DI ANDARE DOVE I SOLDI CI SONO, FOSSE ANCHE IN CAPO AL MONDO. E’ TROPPO FACILE DIRE “CHE VOLETE, L’ITALIA NON CI DA I SOLDI NECESSARI E QUINDI E’ TROPPO PRESTO PARLARE DI FARMACO”. IL VOSTRO DOVERE E’ QUELLO DI NON PERDERE TEMPO E DI ANDARE FINO IN CAPO AL MONDO PER TROVARE I SOLDI NECESSARI ALTRIMENTI PER OGNI MALATO CHE MUORE SARA’ UN POCO ANCHE COLPA VOSTRA. PREGO IL GIORNALISTA SPINELLI, COSI’ ESAGERATAMENTE ASETTICO, DI DIVULGARE IL MIO MESSAGGIO DIRETTAMENTE AGLI INTERESSATI. GRAZIE

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  33. Marcello

    Ho lavorato per 35 anni nell’industria farmaceutica e potrei scrivere un libro riguardo alle distorsioni etico-morali, più o meno manifeste, che caratterizzano i percorsi di ricerca e di commercializzazione dei farmaci; attenzione, anche il SSN non è affatto attore di secondo piano in questo panorama vergognoso. Il volano che guida la ricerca è economico-finanziario. Conosciamo diverse molecole naturali e fitocomplessi promettenti in campo oncologico; non interessando questi ovviamente all’industria farmaceutica, per via della non brevettabilità, dovrebbe essere lo Stato a farsi carico dei costi per avviare e mantenere ricerche serie in quest’ambito. Purtroppo le Università e cosiddetti Istituti di Ricerca (che ricercano molto ma non trovano mai niente a parte i soldi dei contribuenti) sono per la massima parte a libro paga dell’industria farmaceutica (parlo naturalmente di chi ha potere decisionale e occupa posti di vertice grazie alle “donazioni” e alle borse di studio erogate da questa). Questi potenti signori “sbrodolando” le loro “verità assolute” attraverso la scatola luminosa e i media più diffusi, di fatto si oppongono ad ogni percorso di ricerca “non convenzionale”. Occorrerebbe creare centri di ricerca alternativi seri su cui far convergere i fondi dei diretti interessati e monitorare costantemente in trasparenza il loro percorso
    Marcello

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